Lunedì, 15 Ottobre 2018

Percorso

Genitori e figli

L’intelligenza dei bambini è minacciata dal cibo dei fast-food

bambini-fast-foodQuante volte vi capita di portare i vostri bambini a mangiare nei fast food? E’ un’alternativa rapida, economica e quasi sempre gradita alle cene consumate a casa. Purtroppo, però, l’abuso di cibo spazzatura può avere conseguenze spiacevoli: non solo per il corpo, ma anche per la mente. Secondo una ricerca inglese dell’Università di Bristol recentamente pubblicata sul Daily Mail, il cibo dei fast-food, giorno dopo giorno, può arrecare danni permanenti alcervello dei più piccoli.

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Quali libri possiamo leggere ai bambini per aiutarli a vincere le loro paure?

 

prova-2In questi giorni stiamo parlando spesso delle paure dei bambini. Abbiamo affrontato l’argomento con la psicologa Francesca Santarelli, con la grafologa Candida Livatino. E oggi lo facciamo con labiondaprof, Elisabetta Belotti.
Ma questa volta cercheremo le soluzioni.
Una volta individuato il problema, ossia che la paura c’è, come possiamo aiutare i nostri piccoli?
I libri ci vengono in aiuto. Le storie a tema servono tantissimo, perché i bambini si immedesimano nei personaggi.

E allora quali sono i libri più indicati? Quali sono le storie che possiamo leggere ai nostri bambini per aiutarli a vincere le loro paure?

Labiondaprof ce ne consiglia un po’. Eccoli:Libri per affrontare le paure: le paure fondamentali dei bambini attorno ai tre-quattro anni sono la paura del distacco da mamma e papà e la paura del buio. Il distacco può essere dovuto al lavoro dei genitori, o all’inizio dell’asilo, o più semplicemente al momento della nanna della sera.

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La sindrome non riconosciuta e il caso del bimbo di Padova

Portato via dalla polizia a forza. Il motivo: per i consulenti della magistratura soffre di Sindrome da alienazione parentale. Che cos'è e perché scatena polemiche

20121011 bambino cittadellaPas. Dietro al caso del bambino prelevato a forza dalla polizia nel Padovano, che ha scatenato una bufera mediatica e politica arrivata fino in Parlamento, c'è una sigla ancora più misteriosa. Ovvero Sindrome da alienazione parentale (Pas, appunto), una patologia accettata nelle stanze dei Tribunali ma non in quelle degli ospedali, della quale è stato riconosciuto affetto il bambino di 10 anni trascinato via di peso da scuola su ordine della Corte d'Appello della sezione dei minori di Venezia. 

IL CASO
Secondo i precedenti giuridici degli ultimi anni, la Pas è quella sindrome di cui sono affetti i bambini di genitori separati, che anche implicitamente sono stati condizionati o manipolati da uno dei genitori fino a rifiutare l'altro. In questo caso i consulenti tecnici d'ufficio incaricati dalla magistratura hanno sostenuto che la madre del piccolo avrebbe condizionato il figlio fino a fargli ripudiare il padre e ad accusarlo di violenze psicologiche. Per questo avrebbero consigliato un supporto terapeutico per la donna e il trasferimento del bambino all'interno di una struttura protetta, lontano dai «condizionamenti materni».

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schiaffo-save-the-childrenUno schiaffo ogni tanto, quel che basta per educare i figli. Lo dicono i genitori italiani: in base a una ricerca effettuata da Save the Children e realizzata da Ipsos, gli italiani ricorrono ancora al “ceffone” educativo, almeno il 27% di loro, anche se il dialogo costruttivo rimane il metodo educativo più usato. Lo studio è stato richiesto nell’ambito della campagna “A mani ferme – Per dire no alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini“, voluta dall’associazione nell’ambito del progetto europeo “Educate, do not punish“, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria e l’Associazione Nazionale dei pedagogisti italiani. Uno spot e materiale che possono aiutare i genitori nell’educazione dei figli senza ricorrere alla “sculacciata”.

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CapricciFuoriCasa

Se tuo figlio si comporta in modo insopportabile “in pubblico” occorre fare due cose: rispettare di più suoi  i ritmi e bisogni ma tenere ferme le regole

Con l’arrivo del bambino capita che molti genitori comincino a cambiare radicalmente le loro abitudini riducendo al minimo i momenti di “vita sociale” che condividono con i figli più piccoli. Spesso si limitano agli incontri con gli amici in casa o alle riunioni familiari. Il timore è di non saper gestire situazioni “difficili” come capricci o pianti isterici che procurano sempre sconcerto in mamma e papà, a maggior ragione se scoppiano in luoghi pubblici, sotto gli occhi incuriositi dei passanti.

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LitigareDavantiFigli01

E’ difficile in certe situazioni ma i genitori dovrebbero impegnarsi a non litigare davanti ai loro figli. Vedere i genitori che urlano e si insultano, o peggio ancora si picchiano, potrebbe veramente scioccare i figli, soprattutto i più piccoli.

E’ difficile in certe situazioni ma i genitori dovrebbero impegnarsi a non litigare davanti ai loro figli.

Vedere i genitori che urlano e si insultano, o peggio ancora si picchiano, potrebbe veramente scioccare i figli, soprattutto i più piccoli non possono capire le motivazioni o la gravità di una situazione come questa.

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primaparolacciaAhi ahi ahi… e arrivò il giorno della prima parolaccia di mia figlia!
A chi non è capitato. Beh… si dice sempre così ma quando successe a me rimasi di ghiaccio poiché non avrei mai immaginato un'espressione così "colorita" in bocca di mia figlia… 

Jessica aveva due anni da poco e aveva iniziato a frequentare l'asilo nido. Andava tutto bene e si divertiva molto. Un pomeriggio, uscendo con la macchina per accompagnarla alla scuola, esordì così con tono ilare: "Papà…. Porca T…a!!!"
Mi sentii gelare.

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artedirenoLa maggior parte dei genitori vorrebbe sempre dire si ai propri figli.
Vogliamo dare loro tutto ciò che e’ in nostro potere e saremmo pronti a sacrificare la nostra vita per loro. questo e’ del tutto logico dato che il si per eccellenza, l’emblema dell’amore. È la parola in codice decisiva con la quale ci segnaliamo che è tutto come dovrebbe essere in linea di principio non ci sarebbe niente da obiettare al fatto di dire sempre si, se quel si venisse ogni volta dal profondo del cuore e fosse libero da aspettative o secondi fini strategici.

Ma questa è un’illusione perché chi acconsente sempre di rado riesce a sopportare un no in risposta.

a letteratura pedagogica dei secoli scorsi e le esperienze di chi ci sta’ intorno ci confermano che i genitori hanno sempre avuto difficoltà a dire di no. In determinate epoche lo hanno detto troppo spesso , in altre invece molto di rado. I coetanei dei miei genitori avevano finito per adottare in generale questa strategia: per sicurezza dicevano quasi sempre no.

Tanti rifiuti erano accompagnati di norma, da espressioni severe e toni imperiosi, rilevatori di disagio e struggimento da parte loro, in quanto avrebbero preferito di gran lunga rispondere si.

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lititrafratelli

Il figlio maggiore prende il telecomando e cambia canale: spariscono i cartoni animati, compare il film. Il piccolo urla e gli si butta contro. Ecco, la rissa è cominciata. Anzi, continua…perché ce n’è una per il bagno, un’altra per il posto sulla poltrona, per l’ultima merendina rimasta e per la luce in camera. Alle loro urla si uniscono quelle dei genitori che cercano di farli smettere.

Insomma scene comuni in tutte le case, benché la televisione ci mostri solo famiglie felici dove tutti vanno d’accordo, i fratellini si abbracciano e giocano e preparano insieme simpatiche sorprese per mamma e papà che rientrano dal lavoro. Tanto per farci sentire un po’ più in colpa o sfortunati se i nostri, di figli, questo non lo fanno.

Leggi tutto: Litigi tra fratelli: cosa possono fare i genitori?

regoleaggressivitaConvivere con gli altri, qualsiasi sia la nostra età e quella dei nostri conviventi, significa stabilire dei confini che tutelino i nostri spazi vitali, sia fisici che psicologici.

Convivere con gli altri, qualsiasi sia la nostra età e quella dei nostri conviventi, significa stabilire dei confini che tutelino i nostri spazi vitali, sia fisici che psicologici.

La rigidità o la flessibilità di tali confini dipende dalle caratteristiche delle persone coinvolte, dalla loro età, dal grado di tolleranza della vicinanza/lontananza, dalle capacità adattive di ogni ultimo e dalla cultura e dalla visione della vita a cui aderiamo. inoltre ognuno è portatore di suoi peculiari bisogni spesso il bisogno di esplorare del bambino ( … rompe tutto quello che tocca ) entra in conflitto con il bisogno della mamma di mantenere modificato il proprio ambiente.


Leggi tutto: Le regole, l'aggressività e il controllo delle emozioni